CHI E' L'OSTEOPATA?

Aggiornato il: 23 mar 2020

Ho iniziato a studiare Osteopatia proprio poco prima che in Italia venisse dichiarata professione sanitaria.

Ammetto che, anche se fossi stata a conoscenza del fatto che sarebbe da li a poco diventata una professione sanitaria, ciò non avrebbe minimamente influito nella mia decisione di iniziare questo percorso di studi.

Seppur la mia non sia stata una scelta impulsiva, è comunque stata una di quelle che si fanno "di pancia", quando tutto dentro risuona e senti che quella è la strada che devi seguire.

Da un punto di vista legislativo si sta cercando di inquadrare questa professione, senza non poche difficolta. Difficoltà che, più avanzo nel percorso di studi, più comprendo.


Nonostante la figura dell'osteopata sia molto diffusa e sempre più utilizzata da moltissimi italiani, spesso mi sento chiedere: "Ma in pratica cosa fa l'Osteopata ?"

Mentre studio per diventarlo mi rendo contro che la risposta a questa domanda è allo stesso tempo tanto semplice quanto complessa.


L'osteopata è un professionista che mette la persona al centro nella sua totalità e cerca di riportare l'intero corpo ad uno stato di benessere, attraverso la terapia manipolativa.


Detta così sembra semplice e potrebbe essere la descrizione di altre professioni, ma allora cosa differenzia l'osteopatia da altre professioni?


L'osteopata svolge un lungo percorso di studi (cinque anni, sei secondo il vecchio ordinamento) durante i quali apprende conoscenze anatomiche, fisiologiche e strutturali del corpo e parallelamente allena le proprie mani all'ascolto e alla cura.


Ogni osteopata fonda il proprio operato sulle basi dei principi cardine dell'Osteopatia:


- Unità dell'organismo (l'essere umano è unione di corpo mente e spirito).

- Reciprocità tra la struttura anatomica e la funzione che essa svolge.

- Capacità innata dell'organismo di guarire e di ritornare a uno stato di benessere.

- Utilizzo della terapia manipolativa.


L'osteopata è quindi un professionista che pone la persona al centro nella sua totalità e si occupa di riportarla a uno stato di benessere agendo sul corpo attraverso un'accurata osservazione e andando a ricercare in esso la disfunzione che ha contribuito e portato allo squilibrio, analizzandolo in tutto il suo insieme.

Lo strumento che l'osteopata usa sono le mani. Esse vengo utilizzate sia per valutare lo stato di salute del corpo e di una sua determinata zona, sia come strumento di guarigione. Ascolta e interrogando il corpo, i suoi tessuti, il loro stato, come essi si comportano a riposo e cosa fanno invece quando vengono sollecitati o mossi; le mani, raccolgono così le informazioni necessarie secondo le quali l'osteopata, insieme a un'accurata anamnesi, arriva a comprendere il problema per poi impostare il proprio trattamento.

Andrew Taylor Still, il fondatore dell'Osteopatia, affermava che l' osteopata è un ingegnere del corpo umano, che dovrebbe comprendere e padroneggiare tutte le leggi che lo governano, da ciò ne deriva l'importanza fondamentale che questa professione rivolge alle conoscenze anatomiche e allo studio.

Le mani però, non solo sono uno strumento di valutazione diagnostica, ma sono anche lo strumento cura. Attraverso di esse, con determinate tecniche e approcci si è in grado di sciogliere e rimuovere i blocchi e gli impedimenti, permettendo al corpo di ritornare al suo stato naturale di salute.

Riassumendo si può quindi definire l'osteopata come un professionista che guarda all'unicità dell'organismo, utilizzando la propria unicità per guarirlo (le proprie mani) fondando la propria professione su basi e conoscenze scientifiche.


Comprenderete quindi come non sia semplice definire in poche parole chi sia l'osteopata e cosa faccia. Personalmente penso che la difficoltà di definizione della sua figura professionale derivi proprio da ciò: considerare la persona come essere unico e ricercare nella sua unicità ciò che deve essere guarito, utilizzando uno strumento così personale come le proprie mani, rende difficile far rientrare l'osteopatia in protocolli standardizzati a cui spesso si tende fare quando si deve validare una specifica professione.


Ciò che mi auguro, mentre studio per diventare osteopata è che in questo percorso di definizione professionale non si perda mai di vista l'unicità della persona e si punti su percorsi formativi di qualità, che siano in grado sia di formare ottimi ingegneri del corpo sia di allenare le loro mani a diventare sempre più sensibili, precise ed efficaci. Il resto ( come in ogni professione) credo si tratti di "cuore", chi la svolge con amore, farà la differenza per se stesso e per gli altri.





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