ERNIA DEL DISCO: APPROCCIO OSTEOPATICO

L’ernia discale viene definita come la rottura dell’anulus fibroso del disco intervertebrale, con fuoriuscita del nucleo polposo, in toto o in parte.


Il disco intervertebrale è una giunzione di fibrocartilagine che connette due vertebre adiacenti, esso è costituito da due strutture concentriche:


  • Esternamente troviamo l’anulus fibroso, parte più dura formata da fibre di cartilagine e di collagene orientate a zig-zag.

  • Internamente troviamo il nucleo polposo: parte più gelatinosa del disco, di colore giallo e formato per l’85% da acqua. Il suo compito è di distribuire le sollecitazioni che derivano dal carico sulla colonna uniformemente.





I dischi intevertebrali permettono il movimento della colonna e conferiscono flessibilità alla struttura. Essi sono disposti lungo tutta la nostra colonna vertebrale, la loro altezza va dai 5 mm ai 15 mm e varia a seconda del tratto.

Il tratto lombare è quello che possiede dischi intervertebrali più grossi, essendo infatti la parte terminale della nostra colonna è quella su cui si scarica tutto il peso ed è anche quello che va più frequentemente incontro a questo tipo di problema. L'ernia del disco lombare,si verifica 15 volte in più rispetto a quelle cervicali.


QUALI SONO LE CAUSE?


  • La degenerazione dei dischi intervertebrali è la principale causa. I motivi per cui i dischi intervertebrali vanno incontro a degnerazione sono svariati: invecchiamento, sovrappeso, vita sedentaria, lavori usuranti con movimenti ripetuti nel tempo sono i principali.

  • Cause traumatiche ( incidenti, traumi sportivi etc)

ERNIA DEL DISCO E PROTRUSIONE DISCALE SONO LA STESSA COSA?


No!

L’ernia del disco (come abbiamo visto sopra) è la fuoriuscita del nucleo polposo data da un cedimento dell’anulus fibroso. La protrusione discale è la fuoriuscita del disco intervertebrale dal suo spazio naturale

QUALI SONO I SINTOMI DI ERNIA DEL DISCO?


MOLTE ERNIE SONO ASINTOMATICHE!

Uno studio effettuato sottoponendo a Risonanza Magnetica un campione di 3110 persone sane (cioè senza nessun sintomo di mal di schiena) con età di 50 anni, ha rilevato che più dell’80% di loro aveva almeno un’ernia del disco e il 36% una protrusione discale.


Questo studio è importantissimo, perchè non solo ci dice che l'ernia del disco è una problematico molto comune, ma ci fa anche capire che la causa del mal di schiena, anche in presenza di un’ernia del disco, può in realtà essere un'altra.



In generale l’ernia sintomatica ha come sintomo principale il dolore nella zona in cui è insorta.


In alcuni casi può provocare una radicolopatia, ovvero una condizione patologica che colpisce le radici dei nervi spinali e i loro prolungamenti.

L'ernia può toccare le radici nervose dei nervi spinali della vertebra e causarne l’irritazione, provocando sintomi a distanza in base alla regione anatomica innervata dal nervo.



I sintomi di radicolopatia di dividono in:

  • Motori: debolezza muscolare, intorpidimento, difficoltà ad appoggiare la gamba fino allo zoppicamento.


  • Sensitivi: formicolio agli arti deficit di sensibilità ( ad esempio caldo o freddo o al tocco)

LA RADICOLOPATIA E' CAUSATA SEMPRE DA UN' ERNIA?

No!


Come il mal di schiena non è sempre causato dall’ernia anche se presente, così anche la radicolopatia può avere anche altre cause.

COSA FARE IN CASO DI ERNIA DEL DISCO?

Tendenzialmente i sintomi migliorano nel giro di un mese spontaneamente, in quanto l’ernia tende all’adattamento (chiave fondamentale nel concetto di salute). L'ernia infatti non sparisce e non si riassorbe, ma si adatta diventando asintomatica ( ricordiamoci che molto probabilmente ce l'avevamo da molto tempo senza saperlo).


Esistono diversi approcci per il trattamento dell'ernia:

APPROCCIO CONSERVATIVO:

L’approccio conservativo è quello iniziale ed un’insieme di diversi approcci.

Il riposo è chiave fondamentale, evitare la sollecitazione del disco evita di continuare ad alimentare l’infiammazione che provoca la sintomatologia. Possono inoltre essere prescritti farmaci per ridurre l’infiammazione e attenuare il dolore.

Può essere impostato un trattamento osteopatico o fisioterapico, attraverso un approccio manipolativo e degli esercizi mirati è possibile ridurre la sintomatologia e favorire in naturale processo di adattamento.


APPROCCIO CHIRURGICO:

Viene preso in considerazione se i sintomi durano più di 6-8 settimane (meno in caso di radicolopatia con alterazione della sensibilità) e quando si ha il fallimento dell’approccio conservativo. Può essere invasivo o minivasivo, la scelta è a discrezione del neurochirurgo.

ERNIA DEL DISCO E APPROCCIO OSTEOPATICO


Il trattamento osteopatico risulta essere molto utile per questa problematica.

L' osteopata farà un'anamnesi accurata e valuterà i sintomi e lo stato generale del paziente e Attraverso dei test discriminierà e valutera sela sintomatologia riportata è realmente attribuibile a un'ernia del disco o una protrusione discale (come abbiamo visto spesso il mal di schiena lombare può avere altre cause).

Il trattamento manipolativo sarà volto a ridare agio e benessere. In fase acuta, dove sicuramente il paziente avrà molto dolore, verranno utilizzate tecniche manipolative "dolci" )un approccio prevalentemente fasciale ad esempio) in modo da allentare tensioni e ad alleviare la sintomatologia senza andare a irritare ulteriormente, ma permettendo al corpo di ritrovare un nuovo livello di benessere. Le sedute successive vengono impostate in base alla risposta del paziente e al miglioramento della sintomatologia.

Il seguire il paziente e valutarlo di seduta in seduta ha il vantaggio di tenere monitorati i sintomi, indirizzando eventualemente il paziente da uno specialista qualora il quadro sintomatologico non dovesse migliorare.

Infine l'osteopata renderà il paziente parte attiva del processo di guarigione fornendo esercizi, che permetteranno all paziente nel tempo, una volta risolta la sintomatologia, di essere autonomo e di proseguire autonomamente per continuare a stare bene.


42 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti