LE FRATTURE NEI BAMBINI

Le fratture sono rotture parziali o complete di un osso in conseguenza a una sollecitazione esterna.


Possono verificarsi a causa di:

  • Trauma diretto ( ad esempio una caduta)

  • Trauma indiretto (frattura di una parte del corpo non direttamente colpita da trauma, come ad esempio frattura della gamba di uno sportivo che si rompe perchè il piede rimane ancorato al terreno)

  • Sollecitazioni ripetute (che esitano in micro-fratture)


La CLASSIFICAZIONE delle fratture è ampia, di seguito vi elenco le principali:

  • FRATTURE COMPOSTE: Quando vi è una rottura dell'osso ma i frammenti ossei conservano la loro posizione anatomica.

  • FRATTURE SCOMPOSTE: Quando i frammenti ossei che si creano dalla frattura migrano in posizione differente

  • FRATTURE ESPOSTE: in cui vi è una lacerazione della cute e una esposizione esterna dell'osso.

  • FRATTURE COMMINUTE: frattura che esita in numerosi frammenti ossei.



Le fratture in età pediatrica rappresentano circa il 15-20% degli accessi al Pronto Soccorso. Principalmente sono causati da una caduta, quindi da un trauma diretto.



Questo è dovuto al fatto che le ossa dei bambini hanno delle caratteristiche anatomiche, biomeccaniche e fisiologiche diverse da quelle degli adulti.



COME SONO FATTE LE OSSA NEI BAMBINI?


Alla nascita le ossa di un bambino sono circa 300, molte di più di quelle di un adulto che invece sono 206. La formazione delle ossa avviene già in utero, a partire dall'ottava settimana di gestazione. Esse nascono da dei nuclei di ossificazione che producono cellule che andranno a formare le ossa. Ogni osso può avere più di un nucleo di ossificazione, questi alla nascita possono non essere ancora saldati insieme, ciò avviene con la crescita. Questo è il motivo per cui alla nascita i bambini hanno più ossa.

Le ossa dei bambini alla nascita sono formate per lo più da tessuto simil cartilagine, che attraverso un lungo processo di ossificazione chiamato osteogenesi, viene sostituito da tessuto osseo.

Nei bambini un ruolo fondamentale lo fa la cartilagine di accrescimento, o fisi, essa è presente alle estremità delle ossa lunghe e permette ad esse di "allungarsi" appunto con la crescita, fino alla pubertà.



MA TORNIAMO ALLE FRATTURE...


In età pediatrica solitamente si va incontro a fratture singole (a meno che non vi siano dinamiche particolari come incidenti o cadute da altezze elevate). Dopo il trauma cranico (di cui ti parlo qui) i traumi agli arti sono quelli che interessano maggiormente i bambini.


Le fratture tipiche dell'età dello sviluppo sono diverse da quelle degli adulti (proprio per quello di cui vi ho parlato prima).


Nei bambini si possono riscontrare:


  • LESIONI TIPO TORUS: Si verificano in risposta ad una sollecitazione in compressione, longitudinalmente rispetto all’asse dell’osso lungo. Sono tipiche per esempio delle cadute in avanti a braccia estese.

  • FRATTURE DA DEFORMITA' PLASTICA: Per contro le sollecitazioni perpendicolari rispetto all’asse dell’osso lungo, spesso per traumi indiretti. Determinano un momento flettente. Fino a che le caratteristiche elastiche lo permettono, l’osso si deforma per poi tornare alla forma precedente appena la pressione viene meno. Qualora lo stimolo risulti non completamente assorbibile, esiterà una deformità permanente chiamata deformità plastica. La diagnosi viene fatta attraverso un esame radiografico, che in questo caso mostra una evidente deformazione dell’asse dell’osso traumatizzato, anche se non si identifica una reale interruzione della continuità della corticale.


  • FRATTURE A LEGNO VERDE: Avviene come sopra nel caso di una sollecitazione perpendicolare all'asse longitudinale, ma in questo caso l'osso non è in grado di assorbire l'energia . In questo caso si arriverebbe ad una interruzione macroscopica di un lato ( frattura). E' come se sollecitassimo in flessione un ramo fresco per intenderci, da qui infatti il nome di “frattura a legno verde”. In questo caso l’esame radiografico è evidente, ma va posta attenzione alle eventuali lesioni associate.



SEGNI E SINTOMI DI FRATTURA


I principali sono:

  • Dolore acuto

  • Impotenza funzionale ( non riesce a muovere la parte lesa)

  • Gonfiore e Tumefazione

Nei bambini molto piccoli è possibile che vi sia un pianto inconsolabile, i bambini più grandi invece tenderanno ad avere un atteggiamento protettivo nei confronti della parte lesa e a tenere posizioni antalgiche, che gli fanno provare meno dolore.

E' bene sottolineare che in alcuni casi le fratture a legno verde sono asintomatiche, ossia il bambino non prova dolore.



COSA FARE?


Come prima cosa bisogna sempre valutare la dinamica del trauma.

Se è stata importante e l'impatto forte ( caduta dall'alto, incidente ) il trauma viene definito trauma maggiore. In questo caso bisogna chiamare il 112, ascoltare le indicazioni dell'operatore e muovere il meno possibile il bambino. L'operatore telefonico vi fornirà istruzioni telefoniche fino all'arrivo dell'ambulanza. (Se vuoi sapere come fare una corretta chiamata d'emergenza te ne parlo qui).


Se il trauma è stato un trauma minore e , per esempio, il bambino viene da noi correndo e si tiene un braccio bisogna:

  • Lasciare l'arto nella posizione in cui il bambino preferisce ed evitare di muoverlo

  • Valutare la parte ( è gonfia? la cute è integra?)

  • Immobilizzare la parte

  • Applicare del ghiaccio se è a disposizione (sempre avvolto in un panno e mai a contatto con la cute)

  • Recarsi in Pronto Soccorso


In pronto soccorso verranno eseguiti esami diagnostici (solitamente un Rx) e l'Ortopedico valuterà in base al riscontro il miglior trattamento.

Le fratture in età pediatrica hanno esito più favorevole di quelle dell'adulto, come abbiamo visto l'osso deve ancora formarsi e ha quindi più chance di recuperare.

E' però importante che al termine del trattamento ortopedico e il bambino continui ad essere seguito da un professionista, in modo da intervenire su eventuali deficit muscolari o problematiche dovute a un deficit funzionale e favorire una corretta crescita armoniosa non solo della parte lesa, ma anche di tutto il corpo.



FONTI

Traumatologia pediatrica, Vincenzo Guzzanti. GIOT 2014

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