LE TAPPE FONDAMENTALI DELLO SVILUPPO NEURPOPSICOMOTORIO NEL PRIMO ANNO DI VITA

Aggiornato il: 23 mar 2020

“I bambini hanno i loro tempi“ - ” Non importa se un bambino gattona o meno” - “stiamo a vedere che succede, non tutti hanno gli stessi tempi di sviluppo”.

Quante volte abbiamo sentito pronunciare frasi così da parenti e amici o addirittura da esperti del settore?


Quanta confusione c’è in giro riguardo a questo argomento! Io stessa ne avevo molta prima di conoscere il Metodo FSC del Dott. Mario Castagnini e iniziare a studiarlo.

Frequentare questo corso mi sta facendo rendere conto di quanto ci sia bisogno di chiarezza a riguardo e quanto invece a farla da padrone sono teorie discordanti.


Se è vero che ogni bambino è diverso e unico è anche vero che vi sono delle tappe che sono fondamentali affinché vi sia uno sviluppo adeguato.



Il Dott. Mario Castagnini è un medico neurologo con più di 40 anni di esperienza diretta nel campo della riabilitazione neuropsicomotoria dei bambini. Egli ha creato un metodo chiamato Metodo FSC (Facilitazione allo Sviluppo delle Cerebropotenzialità), che permette la valutazione e l'identificazione di eventuali ritardi di sviluppo e soprattutto la loro correzione, attraverso stimoli e posture adeguate.

Secondo il Dott. Castagnini la chiave fondamentale è la precocità di valutazione e

d' intervento.


Il primo anno di vita infatti è quello in cui il cervello si sviluppa maggiormente, è quindi il momento della vita di un bambino in cui bisogna agire qualora vi siano delle problematiche vere o anche solo potenziali.


Ma come si fa ad agire già nel primo anno?


Per farlo bisogna fare un'accurata e attenta valutazione già dai primi mesi e quindi saper cosa valutare, ma soprattutto conoscere ciò che è fisiologico e normale da ciò che invece non lo è.



Nel suo metodo, il Dott.Castagnini, ha identificato delle tappe fondamentali nel primo anno di vita, che sono espressione di un corretto sviluppo neuropsicomotorio.

Esse non sono nient'altro che i passaggi fisiologici che il bambino esegue naturalmente, quando è correttamente stimolato.

Vediamo insieme quali sono:


0-6 SETTIMANE: dalla nascita a 6 settimane di vita il neonato è soggetto alla forza di gravita e vive grazie a riflessi innati (chiamati anche riflessi primari o arcaici).

In posizione prona il bambini è soggetto alla forza di gravità, ha la testa girata da un lato con elevazione del bacino e con gli arti sono sotto al corpo.

A pancia in sù presenta una motilità degli arti generalizzata, può presentare reazioni di paura, tremori, rigidità agli arti e inarcamento del tronco. Tutto ciò è dovuto appunto alla presenza dei riflessi primari; essi sono fondamentali per l'adattamento extrauterino e scompaiono dopo le 6 settimane.


1 MESE E MEZZO: a questa età inizia il controllo posturale. A pancia in giù il bambino ha le braccia più vicine al tronco e inizia ad appoggiarsi su di esse iniziando a sollevare la testa.


2 MESI: Il bambino sta bene a pancia in giù appoggiandosi sulle braccia e alza bene la testa.


3 MESI: Il bimbo sta bene nella posizione a pancia in giù e appoggia le braccia simmetricamente, in modo che il gomito si appoggi sul piano formando un angolo di 90 gradi. A pancia in sù ruota la testa di 30 gradi e si porta le manine in bocca.


4 MESI: il bambino si mette da solo su un lato ed è in grado di girare sul fianco.


4 MESI E MEZZO: il bimbo è ben stabile a pancia in giù e si appoggia su un gomito solo; con l’altro braccio si estende a prendere un oggetto davanti a lui e così facendo ha più di un terzo della zona d’appoggio fuori dal corpo.


5 MESI: le competenze di questo periodo rimangono pressoché invariate, tranne per il fatto che il bimbo, stando a pancia in giù, fa perno sulla pancia alzando braccia e gambe e mantenendo l’unico punto di appoggio in quella zona.


6 MESI: passa dal fianco a pancia in giu con facilità, inizia la fase di rotolamento. Schema motorio fondamentale per un adeguato sviluppo. Inoltre quando è a pancia in giù si raddrizza estendendo completamente le braccia.


7 MESI: a questa età il bambino a pancia sù porta i piedini in bocca e a pancia in giù non compie nulla di nuovo, a parte alzare un poco il pube da terra.


8 MESI: il bimbo si mette in ginocchio e ondeggia avanti e indietro buttandosi in avanti. Attenzione che questo movimento (come tutti i movimenti nei primi anni di vita) è normale solo se finalizzato a raggiungere un oggetto, cioè alla soddisfazione di un piacere.


8 MESI E MEZZO - 9 MESI E MEZZO: Il bimbo impara a strisciare, andare a quattro zampe e mettersi seduto da solo e arrivato ai 9 mesi e mezzo deve essere in grado di fare bene tutte queste attività.


9 MESI E MEZZO- 11 MESI: il bimbo compie tentativi di verticalizzazione.


12 MESI: deve essere in grado di mettersi in verticale e inizia a dire le prime parole, che devono essere almeno 4.


18 MESI: il bambino deve essere in grado di camminare e di correre e deve dire almeno 10 parole.


Come vedete queste tappe sono fondamentali e suddivise per età precisa del bambino e permettono di tenere monitorato il suo sviluppo neuro-motorio.

Ritardi di tappa di un paio di settimane posso essere presenti, ma ritardi maggiori devono essere valutati con più accuratezza. Anche eccessiva precocità va tenuta monitorata, perchè il bambino deve avere il tempo giusto n cui sviluppare le proprie abilità.

 

Queste fasi, inoltre, sono fondamentali per permettere al bambino di camminare. Infatti il compiere i passi in stazione eretta è solo l'ultima fase di un processo complesso che impegna cervello, muscoli, organi di senso e emotività (gestione delle paure e acquisire sicurezza di sé).


Potete trovare ulteriori informazioni riguardo al metodo e sopratutto un libretto gratuito con utili consigli a questo link





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