STRESS: COSA SUCCEDE NEL NOSTRO CORPO?

La parola stress è tra i termini più usati comunemente nelle nostre giornate, ma cos'è in realtà lo stress?


Secondo il dizionario abbiamo diverse definizioni. Nel linguaggio medico è la risposta funzionale con cui l’organismo reagisce a uno stimolo più o meno violento (stressor), mentre nel linguaggio comune viene definito come tensione nervosa, logorio, affaticamento psicofisico.


Analizzandole bene sono due definizioni davvero diverse tra loro. Secondo la nostra medicina infatti lo stress è una risposta FUNZIONALE, ossia una risposta positivo che il nostro organismo mette in atto per reagire a uno stimolo più o meno violento. Nel linguaggio comune è invece qualcosa di estremamente negativo.


Il termine stress viene introdotto per la prima volta nel 1935 dal biologo Walter Cannon, che espose per la prima volta la teoria dell' "attacco e fuga" , anche conosciuta come "fight and fly response".

Cannon affermò che gli animali (e anche gli esseri umani) quando percepiscono una minaccia reagiscono attraverso l'azione del Sistema Nervoso Simpatico che, attraverso la produzione di determinati ormoni, prepara il soggetto o all'attacco o alla fuga. Quella descritta da Cannon, oltre ad essere una grande scoperta, si è visto in seguito che fu la descrizione del primo livello di risposta che si ha nel corpo quando si viene sottoposti a un evento stressante.


LO STRESS NON E' NIENT'ALTRO CHE UNA REAZIONE CHE SI HA QUANDO SI PERCEPISCE UNO SQUILIBRIO TRA CIO' CHE SUCCEDE E LE RISORSE CHE SI HANNO A DISPOSIZIONE PER AFFRONTARE LA SITUAZIONE.

Questa reazione dà il via a una serie di risposte del nostro corpo atte a stabilire un nuovo equilibrio, che vengono definite Sindrome Generale di Adattamento definita da Hans Seyle.


Secondo Seyle abbiamo tre livelli di risposta allo stress:


Il primo livello è la reazione di "Attacco e fuga" teorizzata da Cannon. E' la prima reazione che mettiamo in atto a seguito di uno stress, è instintiva e primitiva ed è una risposta base che serve in un certo senso a salvarci la vita. Quando il nostro cervello attraverso gli stimoli ricevuti (elaborati dall'ipotalamo), si rende conto di essere in una situazione stress e potenzialmente pericolosa, mette in atto una serie di reazioni al suo interno, allo scopo di procurarci energia o per fuggire o contrastare il pericolo.


Pensiamo a quando possiamo venire in contatto da un malintenzionato oppure quando attraversiamo una strada e vediamo un'auto venire incontro a noi; in questi casi si attiva la "fight and fly response" e il nostro cervello invia una serie di segnali al resto del corpo per prepararsi all'azione.

Da un lato si attiva l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene stimolando la produzione di catecolanime (adrenalina e noradrenalina) dall'altro l' ipofisi ( la centralina del nostro sistema endocrino) che aumenta la produzione dell'ormone ACTH che si dirige alle ghiandole surrenali, dove attiva la produzione di cortisolo.

Questi ormoni, anche chiamati nel linguaggio comune gli ormoni dello stress, vengono riversati nel sangue e attivano la risposta di "Attacco o Fuga".


La seconda fase viene chiamata periodo di Resistenza: è un periodo temporalmente più lungo in cui a seguito di reazione immediata il corpo cerca di continuare a produrre ormoni che permettano di mantenere l'energia elevata (cortisolo principalmente). Questo stadio dipende dalla durata dello stimolo stressogeno e dalle resistenze dell'organismo.


Cosa fanno gli ormoni dello stress?


Il cortisolo è un ormone steroideo che ha lo scopo di aumentare la glicemia (fornendo più energia all'organismo), ha azione anti-infiammatoria. Queste funzioni sono indispensabili per permetterci di scappare da un pericolo, ma a lungo andare un eccesso di cortisolo può provocare problemi di iperglicemia e anche rendere il sistema immunitario più debole.


Catecolamine: adrenalina e noradrenalina; sono ormoni che aumento la frequenza cardiaca, la capacità del cuore di pompare il sangue, dilatano i bronchi allo scopo di far entrare più aria e di conseguenza favorire un maggior apporto di ossigeno e provocano un rilassamento a livello gastrointestinale (avete presente la famosa frase: "che spavento, me la sono fatta addosso!!!"?! il motivo deriva proprio da qui!)


Catecolamine e cortisolo sono funzionali e quindi utilissimi nelle prime due fasi, ma la loro costante produzione anche quando l'evento stressogeno non è più presente o quando identifichiamo come stressogeno un evento di cui abbiamo in realtà le risorse interne per affrontarlo, potrebbe portare dei problemi all'interno del nostro corpo.



La terza fase è quella del Recupero o Esaurimento. E' la fase in cui lo stimolo stressogeno si cessa o non viene più percepito come tale e si ritorna a una fase di nuovo equilibrio. Cortisolo e catecoamine cessano di essere prodotte e l'organismo percepisce un calo di energie che è indispensabile per favorire il risposo. In questa fase si può anche trovarsi ad esaurimento delle forze e delle energie e l'organismo può andare incontro a modificazioni.


Seyle, padre di questa teoria, ha affermato che:

"nessuna delle grandi forze della materia è tanto efficiente quanto la capacità di difesa e di adattabilità degli esseri viventi di fronte ad ogni mutamento. In ogni uomo vi è forse un parallelismo tra vitalità ed entità dell'adattabilità".


Seyle ci dice che, la capacità di ADATTARSI è dentro ognuno di noi ed è la nostra forza più grande!


Vi ricordate la definizione di SALUTE di cui ci ho parlato settimana scorsa? si basa proprio sul concetto di ADATTABILITA' (la potete leggere qui ) ed quindi fortemente correlata alla nostra risposta allo stress. Lavorando sulla nostra risposta rendendola più funzionale quindi, forse, potremo anche lavorare sul nostro livello di salute!




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