TRATTAMENTO MANIPOLATIVO NELLA FASCITE PLANTARE a cura di Santino Lo Vecchio

Aggiornato il: 14 apr 2020

La Fascite Plantare è una patologia in cui la fascia plantare, a seguito di sovraccarichi di tipo meccanico, subisce modifiche del tessuto connettivo.


Clinicamente si manifesta con una sintomatologia dolorosa alla base del calcagno e lungo il bordo mediale del piede, che peggiora durante il primo contatto con il suolo appena ci si alza dal letto o dopo il mantenimento di posizioni per lunga tempo.


I fattori contribuenti alla fasciopatia plantare si dividono in interni ed esterni:


  • Interni: come ad esempio movimenti limitati dall’articolazione metatarsofalangea del primo dito, una dorsiflessione limitata della caviglia, rigidità della fascia plantare, eterometria degli arti inferiori, piede iperpronato, muscolo gastrocnemio debole o retratto, osteofiti, età o sovrappeso.

  • Esterni: come ad esempio una prolungata posizione seduta, calzature non appropriate, corsa ad alta intensità o lesioni preesistenti.


COSA PUO' ESSERE D'AIUTO?


Terapia Manuale è un valido aiuto per questa problematica


Essa comprende manipolazioni e tecniche di mobilizzazione, sia articolari sia dei tessuti molli e sia di neurodinamica.


Le tecniche di mobilizzazione articolare, caratterizzate da movimenti ritmici di piccola e larga ampiezza, sono utili per aumentare l’estensibilità del tessuto molle e incrementare il ROM (Range of Motion) articolare, ridurre l’edema, rimodulare il dolore e migliorare la funzionalità del piede. Possono essere eseguite manovre come una trazione dell’articolazione sottoastragalica lungo l’asse frontale oppure di scivolamento laterale, per incrementare la mobilità generale in eversione e inversione del piede; un’altra tecnica può essere lo scivolamento posteriore dell’astragalo con tecniche in direzione caudale per aumentare la flessione del piede; un’altra ancora può essere lo scivolamento dorso-plantare dell’articolazione tra il primo osso cuneiforme e il primo metatarso per migliorarne la mobilità.


Alcuni studi hanno confermato che un movimento limitato del piede in flessione dorsale, potrebbe essere legato a fascite plantare, in quanto causerebbe, per compenso, un maggior stress sulla fascia plantare.



Tecnica diretta sulla Fascia Plantare

E' una tecnica eseguita con il paziente prono con il piede fuori dal lettino.

Il Terapista esegue con il pollice alcune mobilizzazioni profonde del tessuto molle. Imprime pressione lungo la fascia plantare a tolleranza del paziente e in base alla reattività del tessuto.




Traslazione Laterale del Calcagno

Tecnica eseguita con il paziente sdraiato sul fianco , con il piede da trattare fuori dal lettino.

Il Terapista con la mano distale sul calcagno esegue delle traslazioni laterali del calcagno a livello dell’articolazione astragalo-calcaneare






Traslazione posteriore dell’astragalo

Tecnica eseguita con paziente supino con il piede fuori dal lettino.

Il Terapista esegue una traslazione posteriore dell’astragalo







COSA PUO' FARE IL PAZIENTE A CASA SUA?


Esercizi di stretching eseguito con costanza sono anch'essi un valido aiuto per ridurre il dolore e migliorare questa problematica.



Stretching specifico e automobilizzazione della fascia plantare

Il paziente si siede con la caviglia del piede colpito sul ginocchio controlaterale.


Sucessivamente afferra con la mano omolaterale le falangi prossimali e porta sia queste, sia la caviglia in completa dorsiflessinoe (cioè verso la sua gamba); con l’altra mano mobilizza la fascia plantare e il muscolo flessore lungo dell’alluce partendo dal tallone in direzione delle dita. Iniziare con una leggera pressione che diventa via via più profonda





Stretching del muscolo Tricipite della sura con pretensionamento della fascia plantare


Il paziente appoggia le mani aperte al muro o su una sedia e posiziona la gamba del piede affetto da fascite dietro l’altra, con la punta rivolta verso il muro. Un asciugamano arrotolato è posto sotto le dita per aumentare la tensione sulla fascia plantare. La gamba davanti è flessa e sostiene il carico, la gamba dietro non stacca mai il tallone da terra.

Con il ginocchio esteso viene mantenuta la posizione di allungamento del muscolo gastrocnemio, mentre con il ginocchio flesso viene mantenuta la posizione di allungamento del muscolo soleo (come da foto). Eseguire serie da 60 secondi per entrambe le modalità di stretching.



A seguito di un attenta analisi sugli studi presenti in letteratura scientifica, nella quale si denota l’efficacia di alcune tecniche manuali piuttosto che l’elettroterapia o la terapia farmacologica, è emerso che, nel fronteggiare il quadro clinico di Fascite Plantare, è molto importante ‘’unire’’ più metodiche, come le Tecniche sui tessuti molli, tecniche articolatorie, tecniche ad energia muscolare alle tecniche stretching al fine di avere una prognosi favorevole nel più breve tempo possibile.




Articolo a cura di Santino Lo Vecchio

Laureato in Fisioterapia

Studente di Osteopatia

Libero professionista nella zona di Messina


49 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

© All right reserved - Chiara Palmieri - PLMCHR83R56F205K - +3903211697175

 

Tutti i testi contenuti in questo sito sono di proprietà di Chiara Palmieri e non posso essere copiati senza autorizzazione e senza citare la fonte. Tutti i contenuti e le informazioni date non sostituiscono in alcun modo il parere diretto di uno specialista.